Musiche da film | Parla il Maestro Simonetti

Ieri si è concluso il nostro primo webinar online TECNICHE E PRASSI COMPOSITIVE PER LA MUSICA DA FILM, all’interno di Medimex D, durante il quale abbiamo avuto l’onore di poter parlare e confrontarci con il Maestro Claudio Simonetti sugli esordi del suo lavoro e in generale sulle sincronizzazioni e le musiche da film.

Figlio del grande musicista Enrico Simonetti, Claudio è cresciuto in un ambiente musicale molto stimolante, iniziando prima a suonare pianoforte all’età di otto anni e poi la chitarra con i vari complessini dell’epoca – ricalcando i Beatles e i Rolling Stones – e riavvicinandosi alle tastiere alla fine degli anni ’60.

Locandina Masterclass "Tecniche e prassi compositive per la musica da film" tenuto da Claudio Simonetti

Simonetti ha subito raccontato con nostalgico trasporto come abbia iniziato, nel 1974, ad avvicinarsi al mondo delle sincronizzazioni e delle colonne sonore. Proprio in quell’anno stava registrando, con il suo gruppo degli Oliver, un disco per la casa discografica Cinevox, famosa soprattutto per le colonne sonore dei film. Nello stesso periodo Dario Argento aveva appena finito di girare Profondo Rosso e affidato le musiche a Giorgio Gaslini, grandissimo musicista e jazzista italiano. Il regista, però, confidò al produttore della Cinevox, Claudio Bixio, che avrebbe preferito “un sound rock, perché la musica con la grande orchestra era troppo retorica”.

In un primo tempo gli Oliver avrebbero dovuto suonare in maniera rock le musiche di Gaslini, ma quest’ultimo, dopo una lite con Argento, abbandonò il progetto e gli Oliver si sono ritrovati a dover creare in breve tempo tutti i temi principali del film. E così è nato il connubio Goblin-Dario Argento.

Alla domanda su come solitamente compone le musiche, se leggendo la sceneggiatura o guardando solo il premontato del film, il Maestro ci ha confidato che l’unica volta in cui ha scritto una musica leggendo prima la sceneggiatura è stata per il film “Suspiria”, ma che la musica scritta non c’entrava assolutamente nulla con il film finito e hanno così dovuto riscriverla completamente: “Da quel momento guardo solo il film, perché in realtà sono le immagini che ispirano”.

Il noto compositore ha inoltre dichiarato sia quanto sia fondamentale il lavoro che si fa con il Montatore del film – anche più che con il regista – “perché è lui che dà il senso a tutto il girato”, sia che negli Stati Uniti c’è una figura che in Italia non esiste, ossia il Montatore delle Musiche: “In America esiste il produttore musicale che prende la colonna sonora e la monta sul film. Molto spesso il musicista può essere fuorviato da quello che scrive e si fa influenzare da se stesso, invece il consiglio di un esterno può essere d’aiuto”.

QUANTO TEMPO CI VUOLE PER PRODURRE LE MUSICHE DI UN FILM

Le tempistiche medie per fare una colonna sonora sono 20-30 giorni, ma dipende dai film e da quanta musica c’è in essi– ha risposto Simonetti a una domanda posta da un ascoltatore – Per Profondo Rosso, poiché c’era stato quel problema con Gaslini, registrammo tutto in una settimana, ma in due ore di film c’è pochissima musica, c’è solo nei momenti salienti. C’è tutta una parte centrale che dura 32 minuti senza musica.
Mentre per registrare la colonna sonora di Suspiria ai Goblin ci sono voluti due mesi perché erano musiche sperimentali create usando nuove tecnologie all’epoca difficili da reperire.

Copertina colonna sonora dei Goblin del film Suspiria

Le tempistiche dipendono anche dalle tecnologie usate e infatti il fondatore dei Goblin ha poi posto l’accento sul paragone tra i metodi di sincronizzazione di un tempo e quelli moderni e su come oggi sia molto più facile, e quindi più veloce, sincronizzare: “Prima si suonava live guardando nel cinema le immagini, adesso invece sto comodamente a casa con i miei computer, metto il film sul pc e riesco a fare tutto precisamente perché posso accelerare e rallentare la musica, posso fare perfettamente un sincrono musicale quando si apre una finestra”.

Oggi c’è tanta concorrenza e molta meno possibilità di essere creativi, il modo di inventarsi qualcosa di nuovo è sempre più difficile – ha concluso il Maestro, cercando anche di dare dei consigli per i giovani musicisti che vogliono approcciarsi a questo mondo – Bisogna cercare di essere sempre presenti, essere nel posto giusto al momento giusto. Quindi viaggiate, conoscete altre culture e altri musicisti. I ragazzi di oggi sono tutti chiusi in casa a scrivere musica col pc, noi no. Noi Goblin abbiamo fatto quelle cose belle perché suonavamo ore e ore in cantina.